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All’inizio dell’800 l’azienda passò nelle mani di Matteo Thun, finanziatore e sostenitore di Garibaldi, che con un restauro estensivo la portò allo stato che si può visitare attualmente e cioè i tre corpi del fienile/stalla, opificio e abitazione.

Per alcuni anni la proprietà passò ai Chini, discendenti del famoso Eusebio che partì da Mezzocorona come esploratore, astronomo e missionario. Ci piace pensare che dal “Maso Chini”  – ora il cru di riserva Teroldego Martinelli –  il giovane “Kino” partì non solo per mappare il Messico ma anche per insegnare l’arte della coltivazione della vigna agli abitanti della California.

Nel 1855 l’azienda fu acquistata da Andreas Martinelli, giovane abbiente proveniente dalla Val di Non che nell’arco di pochi anni trasformò il maso in una moderna azienda agricola con affari in mezza europa e acquistò anche il palazzo Firmian ora sede del Comune.

La rinascita dell’Azienda Agricola è stata per molti anni un sogno nel cassetto dell’attuale proprietario Paolo Martinelli. Nel 1980 aveva da poco avviato un’impresa di distribuzione cinematografica quando la morte inaspettata dello zio Guido lo costrinse ad anni di acrobazie fra Roma, Mezzocorona e Cannes, spesso a bordo di un furgone carico di vino e pellicole.

Dopo qualche anno, in considerazione anche del fatto che la Cantina necessitava di enormi lavori di modernizzazione, Paolo fu costretto ad abbandonare la produzione diretta a favore della vendita dell’uva. E aspettare, chiamando il primo figlio Andrea in segno di buon auspicio…

La cantina, in mano alla famiglia dal 1860 e mai rimodernata, aveva bisogno di grandi opere di restauro.

Nel 2012 Giulio Martinelli, fratello di Andrea e neo laureato ingegnere civile, decise di tornare da Madrid per dare una mano al fratello in attesa di un lavoro permanente.

La prima cosa da fare era riavviare le varie zone di lavorazione del vino. Alcuni dei locali necessitavano di un completo restauro. Con l’intento di preservare al meglio l’originalità della struttura i due fratelli iniziarono i lavori nella storica barricaia partendo dalle demolizioni. Conclusi i lavori nelle zone adibite alla lavorazione dell’uva vengono progettati i locali per la fermentazione e malolattica seguendo il metodo a caduta.

Giulio non sarebbe più andato in Arabia Saudita ma a fare il corso di sommelier a Trento!

La Cantina di Via del Castello 10 ha origini molto più antiche del 1860, data di fondazione da parte dell’attuale famiglia.

La “cantina fredda” del maso del castello di Mezzocorona viene infatti descritta in un atto notarile del 1454 come “canipa” dove venivano immagazzinati granaglie, vino e quant’altro spettasse ai signori del castello. Poco più tardi nel 1486 viene nuovamente descritta come parte della residenza dei conti Firmian assieme ad orti, stalla e fienile. Nel ‘600 vengono aggiunti al maso altri campi e prati e vengono elencati in un inventario i beni ed attrezzi della cantina: torchi, attrezzi rurali, buoi, carri e le quantità di vino da spartire fra affittuario e barone.

Dal 1860 la Cantina Martinelli è rimasta sempre un’azienda a conduzione familiare vincendo numerosi premi sia per il vino che per il bestiame. Per quasi tutto il  ‘900 fu Guido Martinelli, lo zio dell’attuale proprietario Paolo Martinelli, a portare avanti una produzione di ben dodici diversi vini e a gestire i difficili anni di guerra con l’occupazione tedesca dell’azienda.

Dopo l’università in Inghilterra e un master in agri-business in Australia il giovane Andrea Martinelli, non ancora del tutto convinto, si trasferì a Mezzocorona a sondare il terreno. Furono i corsi all’Istituto di San Michele – con i viaggi organizzati in numerose cantine di Italia, Francia e Nuovo Mondo – a farlo innamorare del mondo del vino in tutte le sue sfaccettature. Lo stage presso l’ormai amico e collega Giulio De Vescovi lo mise poi in contatto con gli altri giovani vignaioli del paese, nell’appassionata missione per la rivalutazione del teroldego.

La vigna, da sempre gestita dalla Famiglia Weber, con Andrea viene indirizzata ad una produzione selezionata e controllata con l’obbiettivo di produrre un grande teroldego di qualità.

Dopo oltre 4 anni di duri lavori, molta burocrazia e tanti investimenti, la parte operativa della cantina è ormai pronta e pienamente attiva. Il primo vino messo sul mercato, “annata 2013”, ha dato grande soddisfazione ed ha ottenuto riconoscimenti che fanno ben sperare per il futuro.

Resta comunque molto potenziale per diversificare la produzione agricola e per creare future strutture ricettive.